Open Hand Project lavora alle protesi low-cost

Open Hand Project lavora alle protesi low-cost

Open Hand Project

Realizzare protesi di buona qualità per gli amputati è una missione molto difficile da portare a termine. Guerre, incidenti e malattie causano la perdita di arti per migliaia di persone nel mondo, e, di conseguenza, dare loro strumenti per aiutarli a recuperare parte dell’autonomia diventa una priorità.

Sfortunatamente, le protesi elettroniche all’avanguardia sono molto costose – fino a 18.000 dollari per una mano – e non sono alla portata di tutti. Ecco perché Open Hand Project ha deciso di dedicarsi a una missione ben precisa: realizzare una protesi open-source che faccia la differenza.

Joel Gibbard di Open Hand Project ha descritto così il suo progetto al TEDxExeter, “Volevo portare le tecnologie più recenti agli amputati a un costo accessibile”. Per farla breve, la sua prossima mano prostetica dovrebbe arrivare a costare intorno ai 1.000 dollari.

Il progetto di Joel è evoluto nel tempo, portando a casa grandi risultati. L’inventore ha lasciato il suo lavoro alla National Instruments per dedicarsi completamente a Open Hand Project nel 2013. Si è comprato una stampante 3D e ha iniziato a fare esperimenti con materiali plastici low-cost e software open source.

Joel ha cercato anche di raccogliere fondi su internet, e così si è rivolto a Indiegogo. La sua campagna di crowdfunding ha raccolto 43.593 sterline nell’ottobre 2013, permettendogli di migliorare il suo prototipo di mano prostetica.

Come spiega il sito di Open Hand Project:

La mano si connetterà a una protesi attraverso connettori standard, il che significa che chiunque potrà utilizzarla senza il bisogno di una configurazione speciale. Sarà implementato un controllo semplice e intuitivo con due sensori EMG posizionate sui muscoli. La protesi sarà dotata anche di una interfaccia seriale mappata, in modo tale che gli utilizzatori possano realizzare il loro hardware di controllo personale.

Inoltre, Joel ha realizzato anche una mano prostetica per bambini dal design completamente nuovo. Di solito, le soluzioni low-cost per questo tipo di protesi consistono in un uncino: non è il massimo per un bambino amputato, che rischia di essere preso in giro quando si trova a giocare con gli altri. Ecco la soluzione di Joel: una protesi in stile Iron Man.

Open Hand Project

Ecco, una cosa del genere dovrebbe far sì che nessuno si sogni più di prendere in giro un bambino a cui manca una mano. In effetti, una protesi bella, efficiente, hackerabile e open source potrebbe fare davvero qualcosa di utile per aiutare un bambino ad affrontare la propria disabilità.

È così, essere un maker è una questione di condividere idee, lavorare duro e aiutare gli altri.