Meet the Innovator – Intervista a Diana Rendina

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Diana Rendina è media specialist e responsabile della biblioteca della Stewart Middle Magnet School di Tampa, in Florida. E’ convinta che le biblioteche debbano essere un luogo di scoperta degli studenti, nel quale creare, imparare, collaborare, crescere. Per questo, ha trasformato la sua in un #makerspace.

1. Come hai deciso di lavorare per una biblioteca scolastica? E’ stato un caso o una scelta? Ho iniziato a lavorare nel sistema bibliotecario pubblico quando ero al college. Poco dopo aver iniziato a lavorare sulla mia specializzazione in Biblioteconomia, ho realizzato che mi piaceva l’idea di lavorare con gli studenti, di costruire con loro relazioni durevoli, e che mi piaceva il ruolo di mentor/educatore. Mia madre e mia nonna erano insegnanti, credo che per me sia stato naturale.

2.  Qual e’ la tua idea di ecosistema dell’innovazione? Un posto dove il tempo degli studenti non sia scandito dal calendario delle attività, con una gran quantità di oggetti e materiali per costruire. Un luogo affollato di oggetti con una storia, di  materiali artistici per lasciar esprimere la creatività, arredi comodi e grandi lavagne per il brainstorming.  Uno spazio da poter occupare lavorando su progetti. E dove almeno una cosa, un particolare, sia davvero insolito e curioso (come una parete LEGO)

3. Che tipo di attività organizzi nella tua biblioteca/makerspace? Lo spazio del #makerspace, che e’ disponibile per gli studenti durante tutta la giornata, ha una parete verticale di LEGO, composta da 64 basi, tavoli per costruirci su LEGO e K’nex, una grande lavagna bianca e tavoli per il brainstorming. Gli studenti lavorano sui loro progetti in quello spazio tutto il giorno. Spesso abbiamo anche attività come corsi d’arte o di origami. E poi organizziamo corsi di elettronica con Snap Circuits e LittleBits, esplorazioni del nostro Robot Petting Zoo con Sphero, Cubelets e LEGO, e sessioni di coding con Code.org, Scratch e Arduino. Abbiamo anche attività non-tech, come la nostra “sfida di cartone” nella quale gli studenti disegnano e costruiscono giochi dal cartone, ispirati da Caine’s Arcade

4. Sembri essere riuscita a creare davvero un ambiente ideale nella tua biblioteca. E’ stato difficile? Ti sei mai sentita sola in questo percorso per l’evoluzione della biblioteca in #makerspace? Lavoro con un gruppo fantastico di studenti e colleghi che mi supportano e rendono il mio lavoro davvero molto più semplice. Ho lavorato molto sulla relazione con gli studenti: imparare i loro nomi,  scoprirne gli interessi. Voglio assicurarmi che percepiscano la biblioteca come un luogo “sicuro”, nel quale le loro idee sono rispettate.  Parliamo di libri, di film, di attualità. Non tollero bullismo, atteggiamenti negativi o pettegolezzi. Ho incassato qualche rifiuto da professori più tradizionali, la cui idea di biblioteca è di un posto tranquillo, silenzioso, dove gli studenti vengono a ritirare libri e restituirli, ma per la maggior parte il mio staff è molto collaborativo. Molti hanno capito quanto gli studenti imparino da quello che accade in biblioteca. 

5. Come interpretano l’innovazione i bibliotecari scolastici? L’innovazione permette agli studenti l’opportunità di pensare fuori dagli schemi, di trovare soluzioni d un problema che nessuno aveva ancora visto. Li porta a creare ed esplorare, a trovare significati in oggetti che altri, invece, non considerano neppure. E questo vale moltissimo.

6. Cosa valuti con maggior interesse nell’universo #makers? L’opportunità che gli studenti hanno di esprimere se stessi creativamente, usando l’immaginazione. Puoò essere difficile nel nostro sistema educativo – pieno di test e verifiche – trovare l’opportunità di creare storie intorno ad un oggetto. Amo quando gli studenti arrivano da me con qualcosa che hanno realizzato e mi raccontano la storia che c’è dietro. E sono i progetti più disparati, da molto pratici – come il panello solare per la luna, a quelli più curiosi – come l’altalena per topi!

7. Qual è il tuo timore più grande riguardo il futuro dell’innovazione? Temo che se continueremo a porre enfasi su metodi di selezione rigorosi nelle nostre scuole finiremo col frustrare l’abilità degli studenti al pensiero creativo, e quella dei nostri docenti a creare progetti di classe inovvativi, coraggiosi. Il nostro tempo a scuola è cosi subordinato alla preparazione di test e alla loro esecuzione che ne resta poco per pensare e innovare.

8. Come bibliotecaria di una scuola, cosa consideri il tuo piu grande risultato? La mia maggior soddisfazione è stata il poter ridisegnare lo spazio fisico della biblioteca per renderla più accogliente e student-friendly. Era troppo piena, era difficile muovercisi quando sono arrivata. I libri erano orribilmente datati, c’erano troppi mobili e l’idea complessiva era triste e non invitante.  Con gli anni, mi sono liberata del superfluo, ho scelto arredi modulari grazie ad un finanziamento e ho potuto cosi creare uno spazio per gli studenti per lavorare, studiare e incontrarsi. E una gran parte di questa soddisfazione viene dal suo #makerspace, sono molto fiera di come l’ho messo insieme.

9. In che area d’innovazione ritieni dovremmo cominciare ad investire maggiormente per rendere il nostro mondo migliore? Credo che dovremmo investire di più in un’educazione di alta qualità per i nostri figli. Dovremmo poter fornire alle scuole le risorse di cui hanno bisogno per assumere gli insegnanti migliori e staff di prim’ordine. Dovremmo assicurarci che ogni scuola abbia un bibliotecario professionista e una biblioteca ben gestita. Dovremmo finanziare supporto tecnologico alle scuole, come la banda larga, per consentire agli studenti di immergersi in quel digitale che gli garantirà successo nel mondo. Dovremmo focalizzarci meno sui test e di più su progetti che permettano di stimolare creatività, e sull’innovazione.

10. Quale talento vorresti avere (o rubare ad un altro innovatore)? Vorrei avere una bella calligrafia. Riesco a malapena a leggere quello che scrivo a meno di non farlo lentamente e con intenzione. Vorrei essere capace di prendere appunti al volo e riuscire a leggerli, dopo!

11. Se potessi dare un consiglio sull’innovazione ai genitori dei tuoi studenti, quale sarebbe? Lasciate ai vostri figli la libertà di esplorare le cose che li  interessano. Potrebbero sembrare inutili o superficiali, ma se un bambino manifesta una passione e ha modo di coltivarla liberamente, quello che saprà farne potrebbe sorprendervi.

12. Su cosa stai lavorando ora? Sto preparando la seconda Mini MakerFaire della mia scuola, e il Gulf Coast Maker Con a Tampa, in Florida. Alla Mini MakerFaire i genitori e gli studenti visiteranno la nostra biblioteca/makerspace e sperimenteranno una serie di progetti, guidati dagli stessi studenti. Per il Gulf Coast MakerCon, la mia scuola è invece responsabile della sezione ‘giovani makers’, in cui mostreranno ai visitatori i progetti del nostro makerspace e insegneranno loro come realizzare piccoli progetti divertenti, come i “brushbots kit”

___________________________________________________________________________Diana Rendina è anche membro attivo della Società Internazionale per la Tecnologia nella Formazione; dell’Associazione Americana dei Bibliotecari e dell’Associazione per i Media nella Formazione della Florida, di cui siede anche nel comitato. Blogger molto seguita, è anche ambasciatrice del Maker Education Movement.  La trovate su Twitter @DianaLRendina, e su Renovate Learning, l’hub di tutti coloro che vogliano trasformare la propria biblioteca in un #makerspace.