I maker al museo. I visitatori ringraziano.

Le riproduzioni architettoniche per ipovedenti di QUID

Le riproduzioni architettoniche per ipovedenti di QUID

I maker entrano nei musei. E i visitatori ringraziano.

La tecnologia abilita un mondo pieno di opportunità, e anche i musei se ne stanno avvantaggiando.
E’ recente l’esempio dell’Art Institute di Chicago che, avvalendosi della stampa 3D ha iniziato a riprodurre le opere per permettere ai visitatori di esplorarne direttamente materiali, dimensioni, ed altri elementi sensoriali. Tom Burtonwood, artista proprio di Chicago, ne è stato ispirato e ha realizzato un ambizioso progetto, “Folium” che, in un libro stampato in 3D utilizzando applicazioni di Autodesk’s 123Catch e Recap, riassume gli oltre 2000 anni di storia narrati dalla collezione del museo.

Folium by Tom Burtonwood

“Folium” by Tom Burtonwood

Quello dell’accessibilità è un concetto che torna spesso quando si parla di 3D printing; la connotazione ‘open’, propria dei progetti #maker, fa dell’inclusività un principio fondante della manifattura digitale. Non è un caso, quindi, se l’esperienza multisensoriale e le sue innumerevoli espressioni trovano facile sponda nell’universo #maker: moltissimi i progetti con una forte connotazione sociale nei quali l’accessibilità è sia fine e che risultato.

Il Metropolitan Museum of Art di New York ha tenuto la sua prima mostra di lavori realizzati durante le sue lezioni denominate “Seeing Through Drawing” (vedere attraverso il disegno).
I visitatori e i partecipanti – ipo o non vedenti — hanno realizzato lavori ispirati dagli oggetti appartenenti alla collezione del museo.
Il Metropolitan Museum ha una lunga storia di accessibilità per persone con disabilità. Oggi, questi programmi sono parte integrante dell’offerta del museo. E non si tratta di un caso isolato.
In un’altra galleria, un tour nella lingua dei segni è stato realizzato per visitatori non udenti. In alcune occasioni, inoltre, alcune “postazioni multisensoriali” invitano i visitatori — tutti, inclusi quelli affetti da una qualche disabilità — a ‘vivere’ la mostra attraverso i profumi, il tatto, commenti musicali o verbali, o a descriverla a vantaggio di coloro che non possano vederla
Lo stesso per il Museo del Prado di Madrid che, con l’iniziativa “Hoy toca el Prado” , ha permesso a visitatori ipo o non vedenti di ‘conoscere con mano’ alcune opere pittoriche famose, tra cui la Monna Lisa. L’esperienza sensoriale è stata resa possibile grazie alla stampa 3D delle opere che, in rilievo, sono cosi diventate accessibili in ogni loro dettaglio. Si tratta di soluzioni che possono anche rendere fruibile l’arte a chi non può accedervi per l’impossibilita a muoversi: alcuni musei hanno iniziato ad organizzare visite ‘a domicilio’ per avvicinare all’arte ed alla bellezza, ad esempio, pazienti di ospedale in lunga degenza o gli ospiti delle case di riposo.

courtesy of Prado

courtesy of Prado

I progettisti museali e gli heritage interpreter hanno spesso usato una grande dose di immaginazione.
Dagli interventi più semplici per agevolare la visita degli ipovedenti – come gli specchi sul soffitto, gli schermi posizionati ad altezze diverse, pedane e teche modificate per agevolare l’accesso al campo visivo – alla collaborazione con service designer per ripensare i percorsi di visita: gli esempi sono numerosissimi.
Anche in Italia ci si sta attrezzando: è il caso di QUID, associazione culturale leccese che ha realizzato un intero progetto, “Citta tra le mani”, fondendo i temi del turismo e quelli dell’accessibilità. “Città tra le mani” è un progetto che promuove la cultura e la fruizione del patrimonio artistico, rendendole accessibili “a tutto tondo”, attraverso percorsi multisensoriali ed esperienze tattili.

“Città tra le mani” utilizza modellazione e stampa 3d per garantire l’accessibilità ed abbattere qualsiasi forma di barriera, sia essa architettonica, sensoriale, culturale o sociale permettendo al turista di diventare il vero protagonista di un’esperienza di scoperta. I sensi sono tutti attivati, grazie ad una sapiente combinazione di tecnologia e tradizione: i percorsi tattili sono integrati da, suoni, profumi e sapori tipici propri della destinazione che si sta ‘visitando’ . Una prerogativa riservata non solo ai non vedenti: è un’esperienza nuova e originale anche per chi la vista. Avere la possibilità di toccare con mano le riproduzioni in 3D di monumenti e opere artistiche, consente – infatti – di abbattere le barriere delle distanze, ed esportare patrimoni architettonici in tutto il mondo.

Le esperienze miltisensoriali 3D di QUID

Le esperienze miltisensoriali 3D di QUID

Sempre a cura di QUID, partirà nei prossimi mesi a Lecce il Museo Multisensoriale, nelle sale del Teatro Romano: monumenti stampati in 3D consentiranno a tutti i turisti, senza distinzioni né barriere, di provare esperienze multisensoriali legate al territorio, alla sua cultura ed alle sue tradizioni.

“Città tra le mani” lo trovate qui: http://www.cittatralemani.org/

Qui invece “Folium”: http://tomburtonwood.com/